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Trento, 19 settembre 2011
Giro della Padania: quanto ha contribuito la Provincia di Trento?
Interrogazione a risposta scritta presentata da Roberto Bombarda
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici del Trentino

Incidenti e polemiche hanno contraddistinto la prima edizione del “Giro della Padania”, competizione ciclistica professionistica che, stando alle cronache, sarebbe stata ideata dal consigliere regionale lombardo Renzo Bossi detto “Trota”, figlio del leader della Lega Nord.

Il termine “Padania” è infatti elemento portante nel vocabolario della forza politica secessionista ed ha una valenza soprattutto politica, mentre sul piano geografico non è documentato alcun significato. In senso geografico lato, potrebbe discendere dal nome latino del fiume Po – “Padus” – e dunque la cosiddetta Padania potrebbe coincidere con la valle percorsa dal grande fiume che, come noto, non coincide con l’intero Nord Italia come vuole invece evidenziare, sul piano politico, il vocabolo “Padania”. Il giro della Padania, dunque, non ha un chiaro senso geografico ma un evidente valore politico, come hanno fatto emergere anche i promotori di questa competizione sportiva che hanno utilizzato appunto lo sport per mascherare od addolcire i loro intenti legittimamente dichiarabili ma obiettivamente contrari ai principi della costituzione della Repubblica Italiana. Infatti non si è trattato del “Giro del Nord Italia”, ma del “Giro della Padania”…. A parte questa premessa, preme evidenziare che sul piano strettamente geografico il Trentino viene comunque a porsi “all’estero” rispetto alla Padania e dunque non dovrebbe rientrare in un qualunque circuito sportivo riguardante la “valle del Po”. Nonostante ciò, la Provincia autonoma di Trento, direttamente ovvero attraverso il proprio braccio operativo “Trentino Marketing spa” avrebbe contribuito in modo sostanzioso alla realizzazione della manifestazione sportiva sul territorio trentino. Con quali obiettivi di immagine turistica non è dato sapere. Il fatto di avere a disposizione un budget consistente non dovrebbe portare a finanziare “di tutto e di più”, ma a selezionare gli interventi secondo precisi criteri che portino a massimizzare la loro efficacia. Insomma, non basata far girare il nome Trentino, bensì occorre associare il nome Trentino ad eventi che diano e ricevano valore da questa associazione. E’ corretto, ad esempio, associare il nome Trentino ai toponimi Alpi, Dolomiti, Garda, mentre è a nostro parere fuorviante associarlo alla valle padana. Vanno peraltro condannati tutti gli episodi che hanno visto come bersagli i ciclisti, professionisti che svolgono il loro lavoro e che devono essere sempre ben accolti nella nostra provincia.

Ciò premesso

si interroga il presidente della Provincia per sapere

1.  se non ritenga fuorviante e dannoso dal punto di vista dell’immagine turistica del Trentino abbinare il nostro nome e la nostra immagine a quelle della Padania, in quanto entità geografica inesistente bensì denominazione esclusivamente di interesse politico di parte;

2.  con quali cifre il Trentino – Provincia e/o Trentino Marketing – abbia contribuito alla realizzazione del Giro della Padania sul territorio della nostra provincia;

3.  sulla base di quali motivazioni sportive e di marketing turistico sia stato deciso questo investimento e chi lo abbia determinato;

4.  se sulla base dei modesti e contraddittori risultati mediatici raggiunti dall’evento sportivo, la Provincia intenda sostenere anche nei prossimi anni il Giro della Padania, nel caso venisse chiesto un nuovo contributo.

Cons. Roberto Bombarda 

     

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